In particolare, il porto come lo conosciamo attualmente verrà rinnovato per soddisfare le principali necessità nautiche. Come ha precisato lo stesso Hoklai, le operazioni verranno rese più sicure mediante gru mobili, il cui arrivo nel porto è previsto entro il prossimo mese di dicembre: tra l’altro, gli incentivi del governo e dello stato federale rappresentano le attrattive ideale per gli investimenti diretti esteri, una vera e propria boccata d’ossigeno per le casse della società asiatica. Finora sono stati stanziati due miliardi di ringgit malesi (circa 470 milioni di euro), ma ne serviranno altri dieci miliardi nel prossimo decennio, una cifra che si preannuncia quindi abbastanza impegnativa.
C’è però da precisare che il buon volume delle importazioni ha creato un ottimo bilancio commerciale, il quale dovrebbe essere in grado di sostenere gli operatori e le fette più strategiche del mercato. La Malesia si conferma grazie alla nautica una delle nazioni asiatiche più attive dal punto di vista economico: è qui che vengono lanciate le principali obbligazioni islamiche, quindi il porto in questione non avrà difficoltà ad affermarsi pienamente.
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